Tra le molte varianti riporto qui alcuni esempi. Gandalf e il Balrog a Moria:
"Il Balrog si precipitò verso il ponte. Legolas alzò il suo arco, ma una freccia lo ferì alla spalla e l'arco cadde inutilizzato. Gandalf si fermò in mezzo al ponte. Nella sua mano scintillava Glamdring. Nella sinistra teneva il suo bastone. Il Balrog avanzò e si fermò fissandolo. Di colpo con uno sgorgo di fiamme saltò sul ponte, ma Gandalf rimase fermo. "Non puoi passare" disse "torna negli abissi infuocati. E' proibito a un Balrog avvicinarsi al cielo da quando Fionwe figlio di Manwe rase al suolo Thangorodrim. Io sono il signore del Bianco Fuoco. La fiamma rossa non può passare da qui". La creatura non rispose, ma si erse in alto così da incombere sullo stregone, avanzò a grandi passi e lo colpì. Una cortina di fiamme bianche sprizzò davanti a lui come uno scudo , e il Balrog cadde all'indietro con la spada frantumata in pezzi fusi e fece per fuggire. Ma il bastone di Gandalf si ruppe e cadde dalla sua mano. Con un sibilo affannoso il Balrog spiccò un balzo; sembrava essere mezzo cieco ma arrivò e cercò di afferrare lo stregone. Glamdring colpì il suo artiglio destro ormai vuoto, ma nel momento in cui Gandalf assestava il colpo il Balrog usò la sua frusta. Gli scudisci si avvinghiarono attorno alle ginocchia dello stregone che barcollò. Stringendo l'arco di Legolas, Gimli scoccò una freccia che però si perse. Grampasso con un balzo tornò sul ponte con la sua spada. Ma in quel momento un grosso troll venne fuori dall'altra parte e saltò sul ponte. Ci fu un terribile schianto e il ponte si ruppe. Tutta la sua estremità occidentale crollò. Con un urlo spaventoso il troll precipitò e il Balrog inciampò di lato e ringhiando cadde nell'abisso. Prima che Granpasso potesse raggiungere lo stregone, il ponte si ruppe davanti ai suoi piedi e con un gran grido precipitò nell'oscurità."
Ecco una variante nel capitolo L'ultima discussione:
"Ma se noi trovassimo l'anello e l'usassimo, come esso ci darebbe la vittoria?" chiese Imrahil. "Non avverrebbe tutta in un giorno" rispose Gandalf. "Ma se esso arrivasse in mano di qualcuno con potere o regalità, come Lord Aragorn, o il Sovrintendente di questa città, o Elrond di Granburrone, o anche a me, allora costui, essendo il Signore degli Anelli, accrescerebe il suo potere e il suo desiderio di potere, e dominerebbe o spaventerebbe tutte le menti così che esse compirebbero ciecamente la sua volontà. Ed egli non potrebbe essere ucciso. E c'é di più: i più profondi segreti della mente e del cuore di Sauron gli diverrebbero chiari, così che l'Oscuro Signore non potrebbe fare niente in segreto. Il Signore degli Anelli succhierebbe da Sauron ogni pensiero e ogni potere, così che tutti eviterebbero di allearsi con lui e seguirebbero il Signore degli Anelli, e lo servirebbero e l'adorerebbero come un Dio. E così Sauron sarebbe distrutto completamente e svanirebbe nella dimenticanza. Ma, attenzione!, ci sarebbe ancora un Sauron ... anche se dall'altra parte, un tiranno che non tollererebbe alcuna libertà e che non indietreggerebbe davanti ad alcuna azione malvagia pur di mantenere ed allargare il suo dominio." "E peggio" disse Aragorn "Egli avrebbe rovinato e corrotto tutto quanto è rimasto dell'antico potere e della saggezza dell'Occidente." "Allora quale è l'uso di questo anello?" disse Imrahil. "Vittoria", disse Hurin Gardiano delle Chiavi "Almeno saremmo noi a vincere la guerra e non questo pazzo signore di Mordor". "Così parlerebbero molti cavalieri coraggiosi del Mark o di Gondor", disse Imrahil. "Ma certamente è richiesta più saggezza in un consiglio di generali. La vittoria in sè stessa è. A meno che Gondor non stia in piedi per un qualche bene, che non stia in piedi affatto! E se Mordor non difende un qualche male che noi non tollereremmo mai nè a Mordor nè altrove, allora che trionfi Mordor!"
Tornati nella Contea, Ted Sabbioso così profetizza :Un dettaglio è che Sharkey non è Saruman ma è un Uomo-Orco. Più notevole, invece, è che Frodo uccide vari nemici nella Contea, risulta un leader energico e volitivo, adatto alla guerra e risoluto nelle decisioni, e infine viene onorato da tutti gli hobbit con una devozione tale che “neanche Sam aveva qualcosa da ridire”. Per fortuna Tolkien si ricredette nella redazione definitiva e noi abbiamo in Frodo una grande icona dell’Umanità e non un “fighetto” da telefilm!
Sei un po’ fuori moda - signor Samvise - coi tuoi elfi e i tuoi draghi. Se fossi al tuo posto, me ne andrei a prendere una di quelle navi che stanno sempre a navigare, stando a quanto racconti. Torna a Bambinlandia a dondolarti nella culla, e non infastidire noialtri. Qui stiamo per costruire una grande città con 20 mulini, E cento nuove case l’anno prossimo. Grandi cose stanno arrivando dal Sud. Tipi che son capaci di lavorare i metalli e fare grandi buche nel terreno. Ci saranno fornaci ronzanti e sirene a vapore e ingranaggi ruotanti. Gli Elfi non sono capaci di fare cose del genere.
Mastro Samvise stette in piedi sull’uscio e guardò verso Est. Attirò la Signora Rosa verso di sé e la cinse col braccio. “Il 25 di Marzo !” disse. “Questo giorno diciassette anni fa, moglie mia, non pensavo che ti avrei vista ancora. Ma continuai a sperare.”L’Epilogo - che effettivamente in alcuni passi è un po’ dolciastro e bamboleggiante - fu espunto da Tolkien a causa delle molte critiche ricevute:”è stato così universalmente condannato che non lo inserirò. Uno deve pur fermarsi, a un certo punto”. Ma rimase insoddisfatto perché sentiva “ancora il quadro incompleto senza qualcosa su Sam ed Elanor [perché] in Elanor tutto il suo amore e la sua nostalgia per gli Elfi sono risolti e soddisfatti”.
“Io neanche speravo, Sam”, disse lei, “almeno, non lo feci proprio fino a quel giorno; e poi subito cominciai a farlo. Era circa mezzogiorno, e mi sentivo così contenta che cominciai a cantare. E mia madre disse <Zitta, ragazza ! Ci sono i banditi qua attorno.> E io dissi : <Che vengano pure ! Il loro tempo finirà presto. Sam sta per tornare,> E tu tornasti”.
“Tornai”, disse Sam, “al più amato posto di tutto il mondo. Dalla mia Rosie e nel mio giardino”.
Entrarono, e Sam chiuse la porta. Ma mentre faceva questo, udì improvvisamente, profondo e inquieto, il sospiroso mormorio del Mare sulle spiagge della Terra di Mezzo.
“l’idea è quella che visione e memoria percorrono il tempo coi discendenti di Elendil e di suo figlio, ma non attraverso la reincarnazione : le persone sono veramente differenti, anche se mantengono delle somiglianze nonostante l’intervallo di molte generazioni.”La terza sezione contiene quattro versioni della Caduta di Nùmenor. Conclude il volume un trattato glottologico sull’adunaico, la lingua dei Numenoreani.
dobbiamo ricordarci che oramai Arda è corrotta [se l’Anello del maia Sauron era un cerchietto di metallo, l’Anello del supremo vala Melkor era l’intera Arda], e in Arda-corrotta la giustizia non è guarigione. In Arda-corrotta la guarigione viene solo attraverso la sofferenza e la pazienza, e non fa nessuna richiesta, neanche una richiesta di giustizia. In Arda-corrotta la giustizia rimane una cosa buona in sé stessa e mai accresce il male, però se applicata - come ormai è inevitabile - a un mondo in cui il male c’è già , la sua applicazione non fa che perpetuarlo, e non gli impedisce di partorire i suoi amari frutti. Perciò la decisione di Manwe era giusta, ma essa accettava il fatto della Morte e della separazione tra Finwe e Miriel , una cosa innaturale in Arda Non Corrotta, e quindi la libertà che essa dava a Finwe (di risposarsi) era una “strada inferiore”, che, se non avrebbe portato ulteriormente più in basso, non avrebbe però potuto portare alla risalita. Ma la Guarigione deve sempre conservare il pensiero di Arda Non Corrotta, e, se non è possibile risalire, bisogna tener fede ad esso nella pazienza . Questa è la Speranza che, io credo, è prima di tutte le altre la virtù più adatta ai Figli di Eru (virtù la cui venuta però non può essere comandata quando se ne sente il bisogno: la pazienza spesso deve aspettarla a lungo)Tutto il dibattito che segue alle parole di Manwe è molto interessante (intervengono, con pareri diversi, Aule, Ulmo, Yavanna, Nienna) è un esempio raro (per quelle che sono le mie conoscenze culturali) di incarnazione di un profondo pensiero teologico in un’artistica narrativa di fiction. Quindi Manwe parlò di nuovo:
Aule e Nienna errano, io credo. Entrambi, per quanto con parole differenti, hanno detto che la Morte che è venuta dal Corruttore è una cosa, e la Morte che è uno strumento di Eru è un’altra cosa distinguibile dalla prima. La prima essendo malvagia e inevitabilmente portatrice di afflizione; la seconda non malvagia e quindi senza afflizione e facile da guarire. Essi hanno torto perché la malvagità e l’afflizione del morire risiedono nella mera scissione della natura vivente, scissione che è comune a entrambe le Morti (altrimenti non si chiamerebbero Morti), ed entrambe le Morti avvengono solamente in Arda-corrotta in accordo con i processi di essaInfine parlò Mandos :
Quindi penso che abbia piuttosto ragione Ulmo, che ritiene che Eru non desideri una cosa malvagia - come la Morte -quale speciale strumento della sua benevolenza. Nondimeno Eru è signore di tutto e userà per i suoi fini, che sono buoni, qualsiasi cosa una delle sue creature faccia o pensi, a suo dispetto o al suo servizio. Eppure dobbiamo pensare che egli non vuole che gli Eldar siano abbattuti dalle afflizioni che possono incontrare in Arda-corrotta, ma piuttosto dovrebbero ascendere a una maturazione che altrimenti sarebbe stata loro inaccessibile.
Perché Arda Non Corrotta ha due aspetti: il primo è il Non Corrotto che i Figli di Eru discernono presente ora nel Corrotto, se i loro occhi non sono appannati, e a cui anelano: questo è il terreno su cui è costruita la Speranza. Il secondo è il Non Corrotto che sarà nel futuro, cioè Arda Guarita, che sarà migliore della prima proprio grazie alla Corruzione: questa è la Speranza che sostiene.
I Valar non devono in generale avere certezze riguardo alle volontà dei Figli di Eru, e anche se in un caso particolare - come questo di Miriel - avessero una certezza, ciò non sarebbe capace di disfare l’unione di amore che un tempo c’era tra lei e il suo sposo, né sarebbe capace di cancellare il fatto che la fedeltà a questa unione (senza risposarsi) avrebbe condotto Finwe su una strada migliore, una strada più in accordo con Arda Non Corrotta e con la volontà di Eru che ha permesso che questa cosa gli capitasse. La Decisione dei Valar ha dato la libertà di percorrere una strada inferiore, e, accettando la Morte, contiene in sé la Morte, e non può guarirla. Usando di tale libertà il male della morte di Miriel continuerà ad avere potere e porterà frutti di sofferenza.
Manteniamo, o Valar, la nostra Decisione, perché è giusta. E’ nostro compito governare Arda, e consigliare i Figli di Eru. Di fatto dobbiamo svolgere tale compito in Arda-corrotta, e dichiarare cosa in essa è “giusto”. Nel consigliare certamente possiamo indicare la “strada superiore”, ma non possiamo costringere nessuno a percorrerla. Ciò porterebbe alla tirannia, la quale deformerebbe qualsiasi bene perché lo renderebbe odioso.Un altro passo interessante del volume è La controversia di Finrod e Andreth ; l’elfo amico degli uomini e la anziana e saggia donna fecero una discussione filosofica, perché Finrod aveva sentito una tradizione degli uomini secondo cui la loro mortalità non era naturale ma era frutto della malizia di Melkor. Andreth è cosciente di quanto incerta è la tradizione, sia perché non scientificamente fondata, sia perché in essa ci sono più voci tra cui quella - condivisa dagli elfi - che la morte per gli uomini è un dato naturale e ineluttabile. Finrod sostiene che non è stato Melkor a creare la morte, egli l’ha solamente pervertita, ma prima essa c’era ed era vissuta come una cosa buona. Inoltre - aggiunge - anche gli elfi moriranno, pur se dopo molte ere, e non sanno cosa ci sarà dopo; essi, dopo migliaia di anni di vita, non sono in una condizione diversa da quella di un giovane uomo che non pensa alla morte solo perché è ancora lontana. Andreth ritiene che il pensiero della morte porti alla disperazione, perché il padrone di questo mondo è Melkor, e nessun atto di valore di elfo o uomo potrà aver successo. Finrod la rimprovera perché confonde Melkor con Eru: è questi il vero padrone di Arda, e Manwe è il suo viceré .
Il guarire attraverso la Speranza - come Manwe ha detto - è una legge che ciascuno può darsi solamente da sé stesso; dagli altri può essere richiesto soltanto un comportamento conforme alla giustizia. Un governante che, pur discernendo la giustizia, di essa non si accontentasse e richiedesse a un governato la rinuncia ai propri diritti e l’autosacrificio, non condurrà questo governato alla virtù - che è veramente tale solo se è libera - ma piuttosto alla ribellione contro la legge.
I Naugrim hanno la barba dall’inizio della loro vita, maschi e femmine allo stesso modo, e in realtà le loro donne non possono essere riconosciute dai membri delle altre razze, né per le fattezze, né per il portamento , né per la voce, né per il comportamento ad eccezione di questo: le Nane non vanno in guerra e raramente - se non per le più estreme necessità - escono dalle loro aule. Si dice che le Nane siano poche, e che, salvo i Re e i Capitani, pochi Nani sono sposati. Ecco perché la loro razza si è moltiplicata lentamente, e oggi sta diminuendoUna sezione lunga (60 pagine) è dedicata a I Vagabondaggi di Hurin, in cui le vicende del padre di Turin ,dopo che Morgoth lo aveva rilasciato, sono narrate con molti più dettagli che nel Silmarillion e nei Racconti incompiuti. Quattro pagine sono dedicate alla storia di Maeglin, lo sfortunato figlio di Isfin e Eol e spasimante rifiutato di Idril.
E’ passato tanto tempo da quando cominciai a ordinare e spiegare la grande massa di carte in cui era contenuta la concezione che mio padre aveva di Arda , di Aman e della Terra di Mezzo... Quasi un quarto di secolo dopo la vicenda è infine conclusa. Questo non significa che ho dato un resoconto di tutto ciò che mio padre ha scritto, anche lasciando da parte la gran mole di lavori sul linguaggio degli Elfi.Perciò non sembra escluso che altri (e corposi) inediti tolkieniani vengano fuori nei prossimi tempi. In questo volume ci sono molte cose. La prima parte contiene le varie versioni delle Appendici e del Prologo del Signore degli Anelli. Poi ci sono alcuni scritti tardivi che sono quelli più interessanti. C’è un breve saggio sui rapporti tra i Nani e gli Uomini: si parla delle sette tribù dei Nani e dove si erano risvegliate, c’è qualcosa sulla loro lingua e qualcosa sulle lingue degli Uomini. C’è un brano su alcune particolarità del Quenya parlato da Feanor, con alcune notizie sui nomi materni e tutti i nomi dei discendenti di Finwë e il loro significato. Un breve scritto in cui si accenna al problema della reincarnazione di Glorfindel, uno sui cinque Stregoni (in cui si danno agli Stregoni Blu due nomi diversi da quelli dati nei Racconti Incompiuti), e uno su Círdan il Carpentiere. Uno scritto che riporta la risposta dell’elfo Pengoloð a una domanda del marinaio inglese Ælfwine sulla differenziazione delle lingue degli Elfi. Un breve scritto sul lembas.